Back to Casa di Jaipur (Kachwaha)
5 min readChapter 4

Declino

Il declino della Casa di Lancaster si svolse in un contesto segnato dalla guerra, dal tradimento e dall'ambizione dinastica. Alla fine degli anni '50 del XV secolo, il regno era lacerato dal fazionalismo e il suo governo era scosso dall'instabilità che regnava nel cuore stesso della corte reale. Il regno di Enrico VI, un tempo considerato il culmine della legittimità lancastriana, divenne invece sinonimo di indecisione e debolezza. Le petizioni parlamentari e le cronache dell'epoca documentano un'élite al potere paralizzata dal risentimento e dall'interesse personale, mentre i magnati rivali lottavano per ottenere influenza e la macchina del governo si arrestava lentamente. I ricorrenti attacchi di catatonia del re, ampiamente documentati in fonti come le Lettere Paston e i registri ufficiali, lasciarono il regno effettivamente senza guida per mesi, amplificando le tensioni ed esponendo la vulnerabilità della monarchia.
In assenza di un'efficace autorità reale, la regina Margherita d'Angiò emerse come figura centrale. Sia gli osservatori contemporanei che gli storici successivi sottolineano la sua determinazione a salvaguardare la corona del marito e l'eredità del figlio. Gli sforzi di Margherita per riunire i fedeli lancastriani, assicurarsi alleanze straniere - in particolare con la Scozia e la Francia - e radunare eserciti sono ben documentati nella corrispondenza diplomatica e nei conti finanziari. Tuttavia, nonostante la sua formidabile determinazione, le azioni della regina spesso approfondivano le divisioni a corte. I resoconti dell'epoca suggeriscono che la sua dipendenza da una ristretta cerchia di consiglieri alimentava il sospetto tra gli altri nobili, e le sue origini straniere erano spesso invocate dai rivali come prova di influenza indebita e sfiducia.
Lo scoppio della Guerra delle Due Rose nel 1455 a St Albans portò alla luce in modo brutale la crisi latente. Lo scontro tra le forze di Riccardo, duca di York, e i sostenitori del re non fu solo uno scontro armato, ma un sintomo del malessere più profondo che attanagliava il regno. I resoconti contemporanei descrivono una battaglia caotica, quasi anarchica, combattuta tra le strade tortuose e le piazze del mercato, con la caduta di importanti nobili lancastriani, come Edmund Beaufort, duca di Somerset, nella mischia. Le conseguenze, invece di risolvere la crisi di successione, rafforzarono un modello cupo: alleanze mutevoli, tradimenti e una serie di tregue instabili che lasciarono irrisolti i problemi di fondo. La corrispondenza dei proprietari terrieri regionali, conservata in collezioni come le Paston Letters, rivela un panorama di insicurezza diffusa, con famiglie costrette a destreggiarsi tra la spietatezza degli eserciti rivali e la confisca arbitraria delle proprietà.
La cultura materiale di quegli anni testimonia l'atmosfera di incertezza e violenza. Castelli come Ludlow, Kenilworth e Wakefield, che per lungo tempo erano stati simboli dell'ospitalità e dell'ordine aristocratico, divennero roccaforti fortificate dotate di nuove difese. Gli inventari delle famiglie nobili rivelano un aumento delle spese per armature, attrezzature d'assedio e provviste, poiché i preparativi per la guerra sostituirono i ritmi della vita cortese medievale. Anche gli emblemi simbolici del periodo, come la rosa rossa di Lancaster, assunsero un nuovo e pericoloso significato. I cronisti riportano che indossare i colori della livrea poteva significare per un individuo una punizione rapida e mortale, e che le alleanze erano spesso nascoste o professate solo sotto costrizione.
All'interno della famiglia reale, le tensioni si acuirono con l'aggravarsi del conflitto. Il giovane principe Edoardo fu cresciuto in un contesto di continui spostamenti e pericoli, facendo la spola tra roccaforti e corti in esilio. Sebbene le prove documentali indichino che fu preparato con cura alla regalità, l'instabilità del periodo gli negò l'opportunità di esercitare una reale autorità. Le crisi di successione si moltiplicarono quando i principali pretendenti lancastriani caddero in battaglia o furono giustiziati. L'assassinio del cugino di Enrico VI, il duca di Somerset, nel 1464, e la presunta esecuzione del principe Edoardo a Tewkesbury nel 1471, sono esempi lampanti della posta in gioco letale nella rivalità dinastica. I documenti di corte e le cronache descrivono ripetuti tentativi di garantire la linea di successione, ognuno dei quali alla fine vanificato dalle mutevoli sorti della guerra.
La vittoria degli Yorkisti a Towton nel 1461, descritta nelle cronache contemporanee come una delle battaglie più sanguinose della storia inglese, segnò una svolta decisiva. Le stime dell'epoca suggeriscono che migliaia di persone perirono sul campo innevato e la sconfitta distrusse le speranze dei Lancaster di riprendere l'iniziativa. In seguito, Edoardo IV fu incoronato re e i documenti storici mostrano uno sforzo sistematico per privare i fedeli dei Lancaster dei loro titoli e delle loro proprietà. La causa dei Lancaster si ritirò in un'esistenza precaria fatta di esilio, ribellione e diplomazia disperata. Margherita d'Angiò ed Enrico VI cercarono rifugio in Scozia e successivamente in Francia, con la loro corte ridotta a un'ombra del suo antico prestigio.
Nonostante la desolazione, il declino della dinastia fu punteggiato da momenti di rinascita. La breve restaurazione di Enrico VI nel 1470, orchestrata dal conte di Warwick, il "Kingmaker", è ben documentata sia da fonti inglesi che borgognone. Questo periodo di riconciliazione, tuttavia, si rivelò illusorio. Gli Yorkisti si riorganizzarono e le battaglie di Barnet e Tewkesbury nel 1471 schiacciarono definitivamente la resistenza dei Lancaster. I resoconti contemporanei evocano un regno esausto da decenni di conflitti, con risorse esaurite e una popolazione stanca e traumatizzata.
La fine della Casa di Lancaster arrivò con triste irrevocabilità. Enrico VI fu imprigionato nella Torre di Londra, dove, secondo la Cronaca di Croyland e le successive storie dei Tudor, morì in circostanze sospette nel maggio 1471. L'estinzione della linea diretta dei Lancaster fu confermata con la morte di Margherita d'Angiò e del giovane principe Edoardo, entrambi scomparsi dalla scena politica nella sconfitta e nel dolore. I documenti storici dimostrano che le proprietà un tempo potenti della dinastia furono sistematicamente confiscate e che i fedeli sopravvissuti furono giustiziati o costretti all'oscurità e alla miseria.
Con il crollo della Casa di Lancaster, l'Inghilterra entrò in una nuova era sotto il dominio degli York. Il panorama aristocratico fu irrevocabilmente alterato: le famiglie nobili si estinsero, le antiche proprietà cambiarono di mano e l'equilibrio di potere a corte si spostò a favore dei vincitori. Tuttavia, l'eredità della guerra civile avrebbe perseguitato il paese per generazioni. Cronisti e storici successivi notano che la storia di una famiglia che un tempo aveva unito il regno non si concluse con il trionfo, ma con sangue e silenzio. L'eco della loro ascesa e caduta avrebbe plasmato il destino dell'Inghilterra molto tempo dopo che la rosa rossa era svanita dal campo di battaglia, lasciando un'impronta indelebile nella storia, nella cultura e nella memoria della nazione.